Nei miti, la curiosità ha spesso il profumo del guaio.
Eva, con una mela e un’intuizione, fu cacciata dal Paradiso.
Psiche si mise nei pasticci solo per voler vedere meglio il volto dell’amore.
La moglie di Lot, con le mani piene di salvezza, si girò a guardare il fuoco alle sue spalle
e divenne una statua di sale.
Sembra quasi che la curiosità sia una faccenda femminile…
e punita con severità.
Forse è per questo che a volte abbiamo paura di guardare in profondità.
Paura di guardare dentro.
Come se lì ci fosse un segreto cattivo, pronto a saltarci addosso.
Ma ti rassicuro: non è così.
Quell’inquietudine che sentiamo è figlia del non sapere,
più che del conoscere.
Quando la mente e il cuore si incontrano,
qualcosa cambia davvero.
La mente da sola è brava,
ma un po’ fredda.
Il cuore da solo è caldo,
ma a volte si perde.
Insieme, però, diventano saggezza.
E la saggezza trasforma.
Senza consapevolezza, il cambiamento ci piove addosso
come una cacciata dal Paradiso,
come una punizione più che una scelta.
Eva, Psiche… non sapevano davvero cosa facevano.
Erano solo curiose
ma di una curiosità cieca,
senza mappa.
Quando invece scegliamo di conoscere,
di ascoltarci,
anche se non sappiamo dove ci porterà,
quel cambiamento diventa nostro.
È vulnerabile, sì.
Ma è vivo.
La moglie di Lot ci insegna qualcosa:
guardare indietro ci pietrifica.
Anche se dietro c’è il dolore,
anche se lì c’è tutto ciò che conosciamo.
Andare avanti è più incerto,
ma è pieno di desiderio,
e il desiderio è una bussola segreta.
Guardare avanti non dà certezze,
ma dà forza.
E sì, ci rende vulnerabili.
Ma è proprio lì, in quella crepa,
che può entrare la luce della crescita.
Io vado avanti, senza la mia piattaforma yoga, con la piattaforma yoga,
non lo so,
ma vado avanti
e tu che fai?
Un grazie immenso del tuo sguardo su questo blog.
A presto
Om namah Shivaya!
love, c.
