Per me, praticare è questo:
rimanere dentro
ogni gesto,
come se fosse
un incontro sacro.
Ascoltare il corpo che sussurra
a volte con voce sottile,
altre con tamburi e trombe
e scegliere,
momento per momento,
se allungarmi un po’ di più
o tornare dolcemente indietro.
La pratica non è un vestito taglia unica.
È un abito cucito su misura,
sul corpo
che cambia,
sull’umore
che ondeggia,
sul cuore che batte più forte
o più piano.
Siamo fatti di curve,
soglie,
possibilità.
Ed è proprio questo
che ci rende meravigliosamente
umani.
Modificare una postura
non è un fallimento.
È un atto di saggezza.
È dire al corpo:
“Ti vedo, ti sento.
Vengo verso di te,
non ti forzo.”
Le pose non sono belle solo nella loro “forma finale”.
Spesso,
quando le adattiamo,
si aprono come fiori che aspettavano solo un po’ di luce.
E la magia è lì:
in quel centimetro in meno,
in quel respiro in più.
Se senti che questa pratica può parlarti,
accarezzarti, aprirti spazi dentro,
ti invito a iscriverti al mio mondo interiore condiviso:
una piattaforma piena di rituali,
lezioni e percorsi
per abitare
il corpo con amore.
La porta è aperta, il tappetino ti aspetta.
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Namasté
Love❤️, c.
